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A cura di Maria Grazia Gargiulo

 

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Poesia del Lavoro – Ceramiche a Napoli tra modernità e innovazione 1882-1892

Viene esposto per la prima volta al Museo Filangieri un nucleo di ceramiche di grande importanza, occasione questa per comprendere le caratteristiche del Museo ed il suo strettissimo legame con il Museo Artistico Industriale di Napoli, ideato e voluto dallo stesso Gaetano Filangieri Principe di Satriano; un lungo filo che la curatrice cerca di tracciare con un’esposizione veramente singolare, raccontata nelle pagine del catalogo. L’intento della mostra è quello di porsi, seppur momentaneamente, come parte integrante del Museo Filangieri. A tal scopo si è optato per un’esposizione che si avvalesse di vetrine già esistenti, andando così a rafforzare quell’idea di appartenenza che tanto preme evidenziare. Dal 13 aprile 2017 al 30 settembre, partendo dalla Scala Elicoidale del Museo Filangieri ed arrivando nella Sala Agata, al secondo piano del Museo, oltre a quelle già appartenenti alla collezione del Principe, saranno presentate undici opere in ceramica, realizzate da artisti che operavano presso il Museo Artistico Industriale di Napoli tra il 1882, anno della ideazione del Museo Filangieri, ed il 1892. L’esposizione è stata resa possibile grazie alla generosa collaborazione di collezionisti privati ed al prestito, per la prima volta, dello stesso Museo Artistico, oggi diventato Liceo Artistico “Boccioni-Palizzi”. La mostra e il catalogo cercano di raccontare con esempi emblematici, con modelli interpretativi di grande qualità, quel decennio partenopeo che diventerà la strada lunga di quel fiorire artigianale che in Italia successivamente sarà legame tra le varie arti; arredi, ceramiche, vetri, metalli lavorati, tessuti, bronzi, oreficeria, argenti, dipinti e sculture. Il Museo Artistico Industriale nasce e diventa generatore di relazioni tra le varie arti e parte centrale delle Arti Decorative napoletane. Grazie alla realizzazione del catalogo, verrà reso noto e salvaguardato un importante nucleo di oggetti oggi conservati al Museo Artistico Industriale, un patrimonio culturale della città che deve essere fruibile a tutti, al fine di studiare e valorizzare la storia recente, ma dimenticata, del nostro grande artigianato.


napoli900

Per una storia delle arti decorative del ‘900 a Napoli

Il Museo del ‘900 a Napoli, aperto nel 2010 per volontà dell’allora soprintendente Nicola Spinosa e dell’ex direttrice Angela Tecce, con questa ulteriore acquisizione ribadisce, anche grazie all’intervento di Mariella Utili, che dirige il Polo Museale della Campania, il suo carattere di collezione in progress, testimonianza di un secolo complesso durante il quale Napoli fu importante centro culturale e artistico. Gli oggetti custoditi in teche separate, individuano due momenti dell’arte napoletana: dal 1920 al 1950 circa, inserite nelle sale del Museo. Nell’Italia meridionale e nello specifico a Napoli, i differenti linguaggi artistici susseguitisi nel tempo, hanno dato vita ad interessanti e variegate espressioni artistiche, afferenti non solo all’ambito pittorico. Tali manifestazioni hanno orientato il gusto dell’epoca verso differenti bacini evolutivi, inglobando in tal modo le stesse arti applicate; basti pensare agli esperimenti figurativi messi in atto da movimenti come il secessionismo, l’orientalismo, il cubismo, il futurismo o il modernismo. Uno straordinario momento di riflessione oggi per la prima volta visibile in queste sale, grazie alla selezione e l’esposizione di oggetti tra i più interessanti e meno noti, selezionati dalla curatrice. Il percorso espositivo mira ad individuare i differenti linguaggi figurativi dell’epoca e la ricaduta nel contesto napoletano degli anni ’20 e dei primi anni ’30 del ‘900, la scoperta della ceramica di Aldo Stella, o l’importante produzione della ceramica di Saverio Gatto, infine con la creazione della ceramica di Posillipo, le sculture di Giuseppe Macedonio o con la suggestiva esperienza della Mostra delle Terre d’Oltremare. La sezione accoglie e custodisce un patrimonio la cui esistenza variamente minacciata, viene oggi salvaguardata e tutelata da collezionisti, che da anni si battono per la valorizzazione di quella storia delle arti decorative napoletane cosi poco nota. La curatrice ha condotto una minuziosa e capillare ricerca su tali argomenti e la disponibilità del Museo ad accogliere i frutti di tale fatica, rappresenta senza dubbio un punto essenziale per la messa a fuoco di un ambito che molto ha sofferto la carenza di una puntuale ricognizione del proprio ingente patrimonio. L’esposizione (che entrerà a far parte della collezione permanente del museo), allestita grazie ai prestiti dei collezionisti privati, che rendono eccezionalmente per la prima volta visibili un nucleo di venti ceramiche, manufatti altrimenti ignoti, permette così di apprezzare la qualità artistica della ceramica partenopea del XX secolo, e coglierne le diverse fasi produttive. Il catalogo è a cura di Maria Grazia Gargiulo, comprende un saggio e le schede riproduzioni di tutte le opere esposte con schede dettagliate delle opere. Il catalogo, a cura di Maria Grazia Gargiulo, contiene testi di Claudia Borrelli, Rita Pastorelli, Anna Maria Romano e Mariella Utili, direttrice del Polo Museale della Campania.