A.F.R.A.S.

Archivio Fotografico Regionale dell’Arte Siciliana

L’Osservatorio, raccogliendo l’auspicio del Prof. Maurizio Calvesi che siano pubblicati nel sito i materiali raccolti dall’A.F.R.A.S., ha in corso l’acquisizione del relativo archivio fotografico. Si presentano di seguito i Quaderni editi dall’A.F.R.A.S. e la nota redazionale pubblicata nel primo numero.

 

Istituto di Storia dell’Arte, Facoltà di Lettere – Università di Palermo

Quaderni dell’Archivio Fotografico Regionale dell’Arte Siciliana redatti da: Maurizio Calvesi, Giuseppe La Monica, Diana Malignaggi, Maria Grazia Paolini, Benedetto Patera, Teresa Viscuso

Pittura

A. Giardina, Michele Catti

Prefazione di Maurizio Calvesi,

n. 1, Palermo 1974

M.G. Paolini, Antonino Grano

n. 2, Palermo 1974

   
M. Guttilla, Filippo Tancredi

Prefazione di Maria Grazia Paolini

n. 3, Palermo 1974

M.C. Di Natale, Tommaso De Vigilia (Parte I)

Prefazione di Maurizio Calvesi

n.4, Palermo 1974

   
M.C. Di Natale, Tommaso De Vigilia (Parte II)

Prefazione di Maurizio Calvesi

n. 5, Palermo 1975

M.R. Chiarello, Lo Zoppo di Gangi

Saggio introduttivo di Teresa Viscuso

n.6, Palermo 1975

   
S. La Barbera, Pippo Rizzo

Premessa di Maurizio Calvesi

n.7, Palermo 1975

C. Siracusano, Antonio Manno

Presentazione di Alessandro Marabottini

n. 8, Palermo 1977

   

Scultura

D. Malignaggi – D. Favatella, Valerio Villareale

Prefazione di Maurizio Calvesi

n. 1, Palermo  1976

 

Tutte le fotografie dell’Archivio Fotografico Regionale dell’Arte Siciliana sono state realizzate da Enzo Brai

Nota redazionale pubblicata nel primo numero dei Quaderni

Scopo dei “Quaderni dell’A.F.R.A.S.” è quello di raccogliere per argomenti monografici alcuni tra i più interessanti e meno conosciuti nuclei di opere via via fotografate a cura dell’archivio stesso, o appartenenti alla fototeca dell’Istituto, quale si era venuta costituendo nel corso degli ultimi anni, anche se solo ora, grazie al contributo della Regione, l’Archivio può configurarsi, o progetta di configurarsi, con un assetto sistematico ed un programma esauriente.

I “Quaderni” si propongono così di contribuire ad organizzare il materiale in repertori, approfondendo quelle finalità di conoscenza dell’arte siciliana che l’Archivio si prefigge come obbiettivo primo, pur senza troppo allontanarsi dal criterio di una vera e propria “archiviazione” e cioè schedatura del materiale.

Tale schedatura costituisce infatti, necessariamente, il primo passo nell’esplorazione sistematica dei territori culturali ancora più scarsamente battuti, in vista di un’elaborazione critica approfondita.

Proprio per questo i “Quaderni”, e prima ancora le campagne fotografiche relative ad artisti o monumenti e gruppi di monumenti e opere d’arte siciliani, terranno presente molto spesso, come falsariga, il lavoro delle tesi di ricerca elaborate dagli studenti dell’Istituto e seguite di volta in volta dai vari docenti ed assistenti: sia che si tratti di tesi di ricerca di recente espletate, o in via di espletamento, sia che si tratti di tesi di ricerca che risalgono ad anni meno recenti, purchè siano argomenti d’arte siciliana ed orientativi per larghe acquisizioni fotografiche, a partire dalla fondazione dell’Istituto. L’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Palermo, attualmente diretto da Maurizio Calvesi, fu costituito nel 1958 dall’allora direttore G. Carlo Argan, succeduto nel 1955-56 alla cattedra precedentemente tenuta da Luigi Biagi, Filippo di Pietro, Roberto Salvini e Ottavio Morisani, con statuto approvato dal Consiglio di Facoltà nella seduta del 2 dicembre. Fu successivamente diretto da Achille Adriani per l’anno accademico 1959-60, da Cesare Brandi dal 1960 al 1967, e da Maria Grazia Paolini dal 1967 al 1970.

Per alcune delle tesi in questione il relatore stesso o il redattore dei “Quaderni” di volta in volta interessato all’argomento estrarrà un riassunto aggiornandolo ed integrandolo a seconda dell’opportunità; negli altri casi i singoli argomenti saranno direttamente curati dagli estensori della tesi, con una introduzione del docente.

I “Quaderni” potranno quindi privilegiare tali ricerche d’Istituto, anche proprio come lavoro embrionalmente di gruppo e come modello di collaborazione tra studiosi (in questo caso tra il docente “iniziato” ed il laureando “apprendista”, futuro docente in qualche caso, o militante di una, se mai sarà, riformata e potenziata Amministrazione delle Belle Arti), al di là delle segretezze di mestiere o di quella stessa ambizione di perfetta elaborazione e finitura scientifica che non deve risultare frenante per un’operazione più immediata e non meno necessaria di prima acquisizione dei materiali meno noti o addirittura “inediti”. Che il materiale “inedito” cessi del resto di essere valutato di per sé, paradossalmente, più interessante e produttivo per lo studioso di quello già edito, fa parte di una mentalità che è augurabile sia superata.

Con ciò, naturalmente, il nostro piano di lavoro non esclude la pubblicazione di ricerche condotte in prima persona dai docenti dell’Istituto e da altri studiosi, purchè si tratti di temi connessi con campagne fotografiche dell’Archivio e ispirati a quei criteri generali di succinta informazione scientifica e larga documentazione iconica, cui i “Quaderni” si attengono.